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Optima Salute: in farmacia il numero di Settembre

Nel numero di Settembre 2019:

  • Inserto Valore Salute - Controlli di cuore.
  • Dossier - La dolce attesa.
  • E-Bike: pedalare per la salute.
  • A caccia di pidocchi.
  • Cervicale: che dolore!
  • L'alimentazione 100% vegetale.
  • Liposuzione? Addio grasso.
  • Sos intestino.
  • Pelle & capelli: il check-up dopo le ferie.

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SCOPRI I NUOVI SERVIZI DI TELEMEDICINA IN FARMACIA

Siamo lieti di informarti che, presso la nostra farmacia, abbiamo attivato una serie di servizi per monitorare il tuo stato di salute.

L’elettrocardiogramma (ECG) è l’esame più comunemente usato per valutare se il cuore ha subito un danno. L’ECG è la registrazione grafica dell’attività elettrica del cuore. Si tratta di un esame che richiede l’applicazione di dieci elettrodi sulla cute: quattro ad ognuno degli arti e sei sul torace. Attraverso gli elettrodi l’elettrocardiografo raccoglie gli impulsi provenienti dal cuore e li registra in dodici grafici o tracce. 
Tutte le dodici tracce registrano lo stesso impulso cardiaco in contemporanea, ma osservandolo da posizioni diverse. L’elettrocardiogramma è soprattutto utile per fare la diagnosi di infarto (in atto o pregresso), di ischemia, di ingrandimento delle camere del cuore, di aritmia. 

L’ Holter ECG è la registrazione dell’elettrocardiogramma durante un periodo prolungato (in genere 24 ore). Vengono applicati sul torace del paziente cinque o sette elettrodi che permettono di registrare due o tre tracce. Gli elettrodi sono collegati ad un registratore portatile. Al termine della registrazione la cassetta del registratore viene inserita nel lettore apposito e i dati vengono trasferiti su un computer per effettuare l’analisi dell’ECG. L’Holter ECG è utile per fare diagnosi di anomalie intermittenti, difficilmente rilevabili nei pochi secondi di esecuzione di un ECG a dodici derivazioni. Viene in genere impiegato per registrare aritmie (battito cardiaco irregolare) e ischemie cardiache transitorie. 

l' Holter Pressorio (o monitoraggio pressorio delle 24 ore) è un test non invasivo che consente di registrare la pressione arteriosa continuativamente per 24 ore, mediante un piccolo apparecchio (grande più o meno come un “Walkman”) fissato in vita con una cintura. Il monitoraggio pressorio è molto utile in diverse situazioni: a) nei pazienti che hanno una ipertensione arteriosa instabile (in cui cioè i valori della pressione arteriosa variano molto da un momento all’altro); b) nei pazienti facilmente emozionabili, che di fronte al “camice bianco” del medico hanno sbalzi pressori, ma che a casa hanno una pressione normale; c) nei pazienti ipertesi in terapia farmacologica, per controllare che il farmaco agisca in ogni momento della giornata, e non solo per alcune ore (la pressione alta infatti, danneggia le arterie anche se rimane alta solo per alcune ore della giornata); d) nei pazienti che, pur avendo la pressione arteriosa normale, durante il giorno accusano sintomi che possono far pensare ad improvvisi aumenti o diminuzioni della pressione (vertigini, sbandamenti, vampate, sudore freddo, senso di svenimento, “testa vuota”, sanguinamento dal naso ecc.); e) nei pazienti ipertesi che prendono medicine per abbassare la pressione ed accusano saltuariamente dei disturbi, per capire se i disturbi sono legati ad un eccessiva diminuzione della pressione (ed in questo caso bisogna ridurre il dosaggio della terapia) oppure ad altre cause.

Tutti gli esami su descritti, saranno refertati da specialisti cardiologi, 365 giorni l'anno, 24 ore su 24. 

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Alimenti e sostanze contenenti Nichel

Il nichel puo' avere effetti nocivi sulla salute, scatenando delle reazioni allergiche. Vediamo quali sono i cibi che ne contengono di piu' e le accortezze da usare nel maneggiare taluni oggetti

Per le sue caratteristiche chimico-fisiche, il nichel e' un metallo abbondantemente usato nell’industria, soprattutto per la preparazione delle leghe caratterizzate da resistenza al calore e alla corrosione. In particolare, il nichel e' impiegato per la produzione della maggior parte degli oggetti di uso quotidiano con i quali siamo perennemente in contatto: bigiotteria, orologi, cellulari, maniglie, cerniere, stoviglie, pentole, accendini, forbici, aghi, batterie, coloranti, materiale elettrico, ceramiche, parti metalliche di occhiali. È un componente anche delle tinture per capelli e dei prodotti per le permanenti. Leggendo le etichette, possiamo constatare come il nichel sia un ingrediente usato anche in cosmesi, lo ritroviamo infatti, nello shampoo, prodotti per il make-up, smalti (in particolare quelli di colore verde), prodotti per la rasatura, dentifrici.

 

Cosa fare in caso di allergia

I soggetti allergici devono necessariamente ridurre la possibilità di assunzione e di contatto col metallo. Vediamo come:
•    Ridurre drasticamente o eliminare alcuni alimenti: cacao, cioccolato, legumi freschi e secchi  (i ceci sembrano più tollerati), cereali, farina di mais farina e prodotti integrali, noci, mandorle, spinaci, asparagi, pomodoro intero e concentrato, margarina, pere, lievito chimico, liquirizia, funghi, lattuga, grano saraceno, pasta sfoglia, alimenti in scatola, aringhe, ostriche, acciughe,the.
•    Gli alimenti con minore contenuto in nichel, generalmente tollerati e da assumere con moderazione sono: pasta e pane con farina 00, cetrioli, melanzane, peperoni, zucca rossa, zucchine, marmellate, cavoli, carote, banane,cipolla.
•    Gli alimenti permessi sono: carne bianca e rossa, pesce (ad eccezione di quello precedentemente elencato), patate, uova, latte, formaggi, agrumi, mele.
•    In base agli studi fino ad ora fatti, l’acqua imbottigliata è sicura; mentre, quella dei nostri rubinetti è consigliato farla scorrere prima di berla o utilizzarla per la cottura dei cibi in modo da ridurre l’assunzione del metallo maggiormente concentrato nell’acqua iniziale perché rilasciato dalle tubature. La filtrazione dell’acqua con caraffe o con sistemi che si applicano ai rubinetti non aiuta a ridurre la concentrazione del metallo. 
•    Quando si cucina, è preferibile prendere alcune precauzioni: non usare pentole smaltate, in teflon, in alluminio. Usare esclusivamente stoviglie di vetro, acciaio inox 100%, vetroceramica proprio per evitare che le sostanze acide contenute nei cibi favoriscano la dissociazione e, quindi, il rilascio del nichel dagli utensili usati.

immagine Le "mani pulite" degli italiani

Le "mani pulite" degli italiani

Una recente ricerca di Top Doctors (www.topdoctors.it) ha indagato a fondo nell'abitudine degli italiani a lavare le mani, ed è emerso che siamo abbastanza attenti a questa fondamentale pratica igienica, da ripetere - secondo gli esperti - per almeno 5 volte al giorno. Dai dati raccolti, infatti, poco meno della metà delle persone (46%) si lava le mani tra le 5 e le 10 volte al giorno; a cui si aggiungono un buon 15% che, a rischio fobia, ripete l'operazione per più di 10 volte. Quindi, a conti fatti, sei italiani su dieci si comportano positivamente.

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Allergie: Alimenti da evitare (scarica l'allegato)

Istamina

L'istamina è un composto azotato ampiamente diffuso nell'organismo, dove ricopre un ruolo di primo piano nelle risposte infiammatorie ed allergiche, nella secrezione gastrica ed in alcune attività cerebrali. Oltre che dall'uomo, l'istamina può essere prodotta anche da altri organismi - più o meno complessi - per semplice decarbossilazione dell'amminoacido istidina.

Alimenti ricchi di Istamina

Le concentrazioni di istamina negli alimenti dipendono quindi dalla ricchezza in amminoacidi liberi e dalla presenza di determinati microorganismi; l'esempio più caratteristico di cibo talmente ricco di istamina da provocare problemi a chi lo assume è quello del pesce conservato troppo a lungo o in maniera inopportuna. I principali incriminati in tal senso sono gli esemplari appartenenti alle famiglie: Scombridae (tonno, sgombro), Clupeidae (sardine, aringa, spratto, alaccia, cheppia), Engraulidae (acciuga) e Coryphaenidae (lampuga). La formazione di istamina è solo in minima parte riconducibile a fenomeni autolitici conseguenti alla morte dell'animale. Piuttosto, è da ricondursi alla proliferazione di germi Gram negativi che hanno contaminato le carni (generi: Morganella, Klebsiella, Proteus, Hafnia, Enterobacter, Citrobacter, Vibrio, Photobacterium). Una volta prodotta, l'istamina tende a rimanere inalterata nell'alimento, in quanto si dimostra particolarmente resistente al calore: per una completa inattivazione è necessario un trattamento di 90 minuti a 116 °C.

Anche il consumo di alcuni formaggi, vini rossi, spinaci e pomodori (specie se in scatola), estratto di lievito, cibi fermentati anche vegetali (crauti) e birra, può scatenare sintomi da intossicazione di istamina. Altri alimenti vengono definiti istamino-liberatori, poiché favoriscono il rilascio di istamina da parte dell'organismo; è il caso di alcool, banane, cioccolato, uova, pesce, latte, papaya, frutti di mare, fragole e pomodori.

 

Istamina negli alimenti - Intolleranza all'istamina da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/istamina-alimenti.html

 

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Allenati a star bene, perchè SPORT VUOL DIRE SALUTE

Sentirsi in forma grazie a una regolare attività fisica non ha un valore esclusivamente estetico, legato per gli uomini al mandar via la pancia e per le donne ad avere una bella silhouette. Il movimento, e ancor di più l'allenamento, sono infatti considerati dall'Organizzazione mondiale della Sanità una vera e propria terapia preventiva. L'organismo umano non è nato per l'inattività: il movimento gli è connaturato e una regolare attività fisica, anche di intensità moderata, contribuisce a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita. Al contrario, la scarsa attività fisica è complice dell'insorgenza di alcuni tra i disturbi e le malattie oggi più frequenti: diabete di tipo 2, malattie cardiocircolatorie (infarto miocardico, ictus, insufficienza cardiaca) tumori.

 

I benefici dell'attività fisica

Muoversi quotidianamente produce effetti positivi sulla salute fisica e psichica della persona. Gli studi scientifici che ne confermano gli effetti benefici sono ormai innumerevoli e mettono in luce che l'attività fisica:

  • migliora la tolleranza al glucosio e riduce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2
  • previene l'ipercolesterolemia e l'ipertensione e riduce i livelli della pressione arteriosa e del colesterolo
  • diminuisce il rischio di sviluppo di malattie cardiache e di diversi tumori, come quelli del colon e del seno
  • riduce il rischio di morte prematura, in particolare quella causata da infarto e altre malattie cardiache
  • previene e riduce l'osteoporosi e il rischio di fratture, ma anche i disturbi muscolo-scheletrici (per esempio il mal di schiena)
  • riduce i sintomi di ansia, stress e depressione
  • previene, specialmente tra i bambini e i giovani, i comportamenti a rischio come l'uso di tabacco, alcol, diete non sane e atteggiamenti violenti e favorisce il benessere psicologico attraverso lo sviluppo dell'autostima, dell'autonomia e facilità la gestione dell'ansia e delle situazioni stressanti
  • produce dispendio energetico e la diminuzione del rischio di obesità

 

Le nostre offerte di prodotti per gli sportivi a prezzi vantaggiosi

Un'attività fisica più o meno intensa richiede una corretta integrazione di sali minerali, vitamine, nutrienti, prima, durante e dopo la prestazione, al fine di prepararsi alla sessione sportiva, reintegrare le sostanze perse con la sudorazione, recuperare l'energia impiegata nello sforzo fisico e massimizzare le performance. Si suole distinguere fra integratori per lo sport di resistenza e integratori per lo sport di potenza; esistono poi articoli per la prevenzione, protezione e cura degli infortuni. A completare l'assortimento: misuratori delle performance.

Per saperne di più sulle nostre offerte scarica il flyer informativo.

 

E se vuoi praticare attività sportiva con un gruppo di amici...

Unisciti a noi e iscriviti alla nostra associazione sportiva! Vieni a conoscerci visitando il nostro sito www.fortieveloci.it

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Dermatologi, le rughe? Si combattono a tavola

Insalata di zucchine, straccetti di pollo, bollito misto al wasabi, pasta di farro alla mentuccia? Non sono solo succulenti ricette ma vere e proprie panacee contro l'invecchiamento della pelle. Lo afferma la riedizione del libro ''A tavola non si invecchia'' edito da Giunti e a firma di Pucci Romano e Gabriella Fabbrocini in collaborazione con Lorella Cuccarini.

Sempre piu' donne, soprattutto le giovanissime, ricorrono ad ''aiutini'' per cercare di vincere o comunque di ritardare la corsa contro il tempo della loro pelle. Del resto il settore dell'estetica medica e chirurgica non conosce crisi neppure... di questi tempi. Sono in vertiginoso aumento le donne europee che, oltre a creme supercostose, si concedono trattamenti estetici, lifting, filler.

Ma e' proprio necessario ricorrere a questi trattamenti artificiali per mantenere la pelle elastica e luminosa quando in realta' basterebbe seguire alcuni accorgimenti di carattere alimentare? Infatti, si sa, siamo quello che mangiamo ed e' importante dunque, soprattutto nel periodo estivo, iniziare a prediligere gli alimenti che oltre ad aiutarci a mantenerci in forma servono a conservare una pelle giovane e soprattutto sana. Esporci al sole incondizionatamente provoca alla nostra pelle uno stress eccessivo e un invecchiamento precoce secondo quanto dichiara Gabriella Fabbrocini, Docente di dermatologia e venereologia presso l'Universita' di Napoli Federico II: ''L'invecchiamento solare provoca elastosi solare, ossia uno sconvolgimento delle fibre elastiche, collagene e reticolari con conseguente perdita di tono e accentuazione delle terribili rughe''.

Ma, spiega la dermatologa, ''l'invecchiamento della pelle e' imputabile ai radicali liberi, che colpiscono le strutture piu' interne delle cellule danneggiandole e procurando uno stress, cioe' una rottura dell'equilibro all'interno di esse e questo comporta il rilassamento e la formazione delle rughe''. ''L'esposizione prolungata ai raggi solari e' un esempio di stress ossidativo che si compie ai danni della pelle, insieme al fumo di sigarette allo stress psicologico al consumo di alcol a una dieta ricca di grassi animali e all'abuso di farmaci. ''Una delle mosse strategiche per ritardare l'invecchiamento cutaneo e' un'alimentazione ricca di Vitamine A, vitamina E, nonche' minerali come zinco, potassio, selenio e molecole come flavonoidi e carotenoidi veri e propri paladini della giovinezza.

Tutte sostanze - evidenzia l'esperta - che ci permettono di mantenere una perfetta funzionalita' cellulare per proteggere dalle reazioni di ossidazione a catena innescate dai radicali liberi. Non dimentichiamo inoltre che il nostro corpo e' composto per i 2/3 di acqua, fondamentale dunque bere molto. Il consumo e la combinazione di alcuni di essi la scelta della modalita' di cottura, la quantita' degli alimenti consumati possono rappresentare una vera e propria strategia anti aging''.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

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Dietisti, in Italia troppi falsi esperti in nutrizione

Sei laureato in Scienze economiche e senza lavoro? Puoi sempre fare il ''nutrizionista'' o l'esperto in ''nutrizione'' e prescrivere, magari a pagamento, una dieta. E' tutto legale, per ora.
Basta svolgere un master di primo livello in ''Scienze gastronomiche e patologie alimentari'' all'Universita' La Sapienza di Roma. Sei un disoccupato con laurea specialistica in Biotecnologie industriali? Basta andare a Pavia ed iscriversi al master di secondo livello in ''nutrizione umana''. Possiedi una laurea specialistica in Scienze Biologiche e scopri che le diete sono un business piu' redditizio che la vita di laboratorio? Accomodati al master di secondo livello ''Alimentazione ed educazione alla salute'' dell'Universita' di Bologna.
Con questi ''titoli' di esperto in nutrizione potrai non solo consigliare una dieta, un regime alimentare, ma anche scrivere un articolo per un settimanale femminile, tenere un'intervista e farti pubblicita'. Questi sono solo tre esempi di come siano nati molti master e corsi post-base su misura per il boom e la mania degli italiani di mettersi a dieta. Peccato che spesso in questi master vengano descritte, come sbocchi occupazionali, competenze non previste dal ministero e non contemplate dagli stessi obiettivi formativi o non congrue rispetto alle lauree di origine che non comprendono alcuna formazione sull'alimentazione specie se destinata a pazienti ricoverati o in convalescenza per i piu' svariati motivi di salute.
A lanciare l'allarme, ma e' un'emergenza denunciata da anni, e' l'Associazione Nazionale Dietisti (Andid.it) che nel volume ''L'offerta formativa universitaria in nutrizione umana'' ha messo nero su bianco le criticita' e le problematiche di un mondo che negli ultimi vent'anni ha avuto uno sviluppo enorme ma senza alcune regolamentazione precisa. Il libro e' stato presentato oggi al Ministero della Salute al convegno ''Formazione e bisogni di salute'', in collaborazione con il Coordinamento Nazionale delle Professioni Sanitarie (Conaps.it).
''Quello che accade nel 'pianeta dieta' - spiega Antonio Bortone che presiede il Coordinamento Nazionale delle Professioni Sanitarie (Conaps) - e' in realta' il denominatore comune di tutto il mondo delle professioni sanitarie. Un problema che non riguarda solo il lavoro e chi lo svolge legalmente con i titoli ufficiali e corretti, pagando le imposte e le tasse, ma soprattutto i cittadini, i malati, i loro famigliari e la salute delle persone. Questo Libro Bianco dei dietisti italiani e' non solo benvenuto, ma apre la strada ad iniziative analoghe di altre associazioni impegnate a far valere il proprio valore e la propria qualita' professionale a garanzia del cittadino utente''.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

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Studio Usa, frutta secca a guscio riduce mortalita'

La frutta secca a guscio contiene importanti nutrienti come grassi insaturi, proteine di alta qualita', vitamine (ad esempio vitamina E, acido folico e niacina), sali minerali (ovvero magnesio, calcio e potassio) e sostanze fitochimiche, tutti elementi con proprieta' cardioprotettive, antitumorali, antinfiammatorie e antiossidanti. Lo rivela il New England Journal of Medicine che pubblica il piu' grande studio mai condotto sul consumo di frutta secca a guscio e mortalita'.

I ricercatori hanno esaminato il rapporto tra il consumo di frutta secca a guscio e la mortalita', totale e legata a cause specifiche, prendendo in esame le 76.464 donne dello studio ''Nurses' Health Study'' e i 42.498 uomini del ''Health Professionals Follow-up Study''. L'assunzione di frutta secca a guscio (tra cui pistacchi, mandorle, noci del Brasile, anacardi, nocciole, noci di macadamia, noci pecan, pinoli e noci), e' risultata inversamente associata alla mortalita' totale di uomini e donne, indipendentemente da altri fattori che potessero incidere sull'aspettativa di vita. Inoltre, lo studio ha rilevato significative associazioni inverse in relazione alle morti per cancro, per malattie cardiache e respiratorie.

Precedenti studi avevano sostenuto il potere protettivo della frutta secca a guscio, in particolare dei pistacchi. Questi suggeriscono che i pistacchi consumati con moderazione possono contribuire a mantenere i giusti livelli di glucosio nel sangue. Inoltre, la FDA (Food and Drug Administration) riconosce che mangiare circa 40 grammi al giorno della maggior parte della frutta secca a guscio, compresi i pistacchi, all'interno di una dieta a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo, puo' ridurre il rischio di malattie cardiache.

''I risultati dei nuovi studi sulle capacita' protettive della frutta a guscio, e dei pistacchi in particolare - sottolinea Giorgio Donegani, Presidente della Fondazione Italiana per l'Educazione Alimentare - confermano come questi alimenti presentino un raro insieme di prerogative diverse che, sommandosi tra loro, esercitano un effetto molto positivo sul benessere generale. Agendo su piu' fronti, grazie all'apporto di acidi grassi insaturi, di antiossidanti, di proteine, fibre e specifici fattori fitochimici, questi alimenti influenzano a vari livelli i processi vitali e aiutano la prevenzione di diversi stati patologici''.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

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Vademecum AIFA per dire no alle ''cure miracolose''

''Non ho nulla da perdere a provarlo'' e' l'emblematico titolo del vademecum che l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha realizzato per affrontare il tema, molto complesso, delle cosiddette ''cure miracolose'', ovvero di quei rimedi, al di fuori dei canali della scienza medica, a cui vengono attribuite virtu' eccezionali senza che vi sia alcuna evidenza scientifica a supporto.
''Il ricorso a terapie non sperimentate - spiega Luca Pani, Direttore Generale dell'AIFA - conta numerosi precedenti nella storia, basti pensare al siero di Bonifacio, all'olio di serpente, o simili, anche molto attuali''. ''La naturale propensione dell'uomo a voler credere che esista sempre una panacea per qualsiasi tipo di patologia- sottolinea Pani - e' stata ulteriormente amplificata da quella straordinaria cassa di risonanza che e' Internet''.
Per questo per AIFA ''e' importante far capire ai cittadini la differenza tra il mondo della ricerca, che lavora, seriamente e con passione, per offrire trattamenti realmente efficaci e sicuri, e i venditori di speranze, i 'pifferai magici', che speculano sulla sofferenza della gente''. ''Non ho nulla da perdere a provarlo'', la versione italiana ufficiale della guida per i pazienti realizzata dalla non-profit inglese Sense About Science, e' stata tradotta e adattata dall'AIFA, che ritiene fondamentale mettere a disposizione dei pazienti, in particolare quelli affetti da gravi patologie, degli strumenti che permettano loro di riconoscere i trattamenti basati sulle prove scientifiche da quelli privi di presupposti rigorosi.
La guida fornisce indicazioni concrete su come accostarsi alla enorme mole di notizie di medicina che circolano quotidianamente sui media, per permettere ai lettori di dare il giusto peso alle affermazioni riportate dagli organi di informazione in merito a terapie, nuove scoperte, ecc. Inoltre offre consigli su come valutare i costi finanziari e soprattutto emotivi che molte di queste terapie ''alternative'' spesso comportano e su come prendere una decisione in merito, mantenendo spirito critico ed equilibrio e resistendo alle pressioni che arrivano anche dal proprio nucleo familiare e dagli amici.
Il vademecum illustra nel dettaglio e in modo semplificato il funzionamento delle sperimentazioni cliniche, del processo di sviluppo dei farmaci e del monitoraggio dei medicinali che segue la loro immissione in commercio. Parallelamente viene offerto al paziente un ampio ventaglio di fonti autorevoli e testi divulgativi, per avvicinarlo ai temi medico-scientifici fornendogli la possibilita' di conoscere le esperienze analoghe maturate da altre persone che si sono trovate nella stessa situazione. La pubblicazione e' disponibile online sul sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco, dove e puo' essere consultata e scaricata.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)